Category: Sfilate


A Tokyo, ieri, le ultime sfilate della Japan Fashion Week per la presentazione della collezione primavera-estate 2011. Come aveva reso possibile Louis Vuitton in Europa poche settimane fa, anche in Estremo Oriente la moda si è aperta alla massa, attraverso un megaschermo che ha trasmesso le sfilate live dal Midtown di Roppongi e, ovviamente, attraverso il web, che ha proposto lo spettacolo talvolta persino in 3D.

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Mari Tonnetti

Si è conclusa ieri la Russian Fashion Week tenutasi a Mosca per sei giorni, con le proposte per la primavera-estate 2011. Straordinario il duetto che abbiamo visto sfilare in passerella. Tutto nordico. Uno olandese, l’altro danese. Uno Mari Tonnetti, l’altro Jan Jansen. Più che la fusione di due stili, è stata la fusione di due anime. Il primo ispirato da un’influenza francese del 18^ secolo, con un tocco di italian life-style; il secondo un maestro a disegnare scarpe da diversi decenni. Il risultato è stato un connubio perfetto.

 

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Jan Jansen, Russian Fashion Week 2011

Questa una delle proposte della sfilata. Stivali eccessivi, rossi e scintillanti. Con un non-so-che che rimanda al mondo degli inferi, ma che, allo stesso tempo, non li descrive come “diabolici”… se fossero animati li descriverei con l’aggettivo “simpatici”.  😀

Parte domani la Russian Fashion Week, il più grande appuntamento con la moda oleg Biryukov collezione primavera estate 2011 russian fashion week moscadell’Europa dell’Est. L’evento, che si terrà presso la Congress Hall del World Trade Center di Mosca, avrà luogo dal 16 al 21 di Ottbre.

Grande attesa per la collezione che verrà presentata da Oleg Biryukov. Il designer anticipa che l’idea centrale della sua proposta per la primavera-estate 2011 è ispirata all’ambiente. “Le critiche condizioni climatiche attuali devono rappresentare uno spunto di riflessione per tutti.  Sfortunatamente molte persone dimenticano di essere parte della natura. Mi piacerebbe ricordare loro questo aspetto e attirare l’attenzione su vestiti che possono essere comodi, convenienti ed ecologici allo stesso tempo. I colori della collezione sono quelli del Mar Baltico, color sabbia, bianco, talvolta sfumato col grigio, blu profondo e cobalto”. Vedremo nei prossimi come lo stilista risponderà a questa sfida!

 

Si percepisce immediatamente la mancanza del genio visionario di Alexander McQueen durante la sfilata presentata ieri a Parigi dalla sua collaboratrice Sarah Burton, nuovo direttore artistico della maison. Decisamente meno esasperata l’impostazione dell’intera collezione, meno aspri i toni rispetto a quelli a cui ci aveva abituato Lee, che amava esagerare, amplificare, stupire. La sua erede è più morbida, usa tanto il bianco proprio per smorzare gli eccessi. Come aveva anticipato pochi giorni fa durante un’intervista, sono di sicuro anche abiti “che si vendono di più”, più semplici da indossare, più vicini alla logica commerciale, quella logica alla quale il grande designer inglese aveva sempre rifiutato di piegarsi.
Le scarpe invece sono aggressive: sfilano francesine stringate e anckle boot, adorni di cinghie, troppe, con una punta tronca in metallo e un tacco molto sottile che si irrobustisce scendendo. Le cinture corsetto in pelle sono strette da austere file di cinturini che accompagnano il piede fino alla caviglia.
Mi piace decisamente di più la linea di sandali che sfoggiano una enorme farfalla a coprire il cinturino e che propongono un tacco molto intrigante, che rimanda al mondo marino.

Scarpe Alexander McQueen

 


scarpe Alexander McQueen

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jean paul gaultier  beth ditto

Aveva allegato degli occhialini 3D all’invito per la sfilata. Sul cartoncino due corpi nudi, uno taglia XXS, l’altro taglia XXL. Il messaggio che Jean Paul Gaultier voleva mandare era chiaro: qualunque sia la tua taglia puoi indossare i miei vestiti, che si modellano sul tuo corpo. Fantastico messaggio: non sono più le donne che devono adeguarsi agli standard imposti dagli abiti che le case di moda fanno sfilare, ma sono gli stilisti che si piegano alla realtà delle donne dalle taglie “normali”.
In un periodo in cui le modelle sono sempre più magre, e sono fortunate se riescono a sopravvivere, serviva una presa di posizione forte. Forte quanto la scelta di far aprire e chiudere la sfilata a Beth Ditto, cantante ventinovenne americana che ha bisogno di più di una X davanti alla sua L. Scelta coraggiosa, non solo per le forme della frontwoman del gruppo Gossip, che si proclama felicemente lesbica e dichiara di aver mangiato scoiattoli da bambina. Peccato che sembri una decisione dettata più dal desiderio di fare spettacolo, che dalla voglia di affermare la bellezza delle donne dalle taglie comuni. Quanto sarebbe stato più forte far sfilare ragazze normali al posto di modelle anoressiche insieme a Beth Ditto, che fanno un ossimoro in passerella? Molto di più, ma probabilmente non avrebbe fatto spettacolo. Pelle nera, calze a rete, pizzi appariscenti e stampe tridimensionali da guardare con gli appositi occhialini, con punte punk che rimandano agli anni Settanta-Ottanta. Questo è stato lo spettacolo parigino firmato Jean Paul Gaultier.
Le calzature schizofreniche quanto l’intera collezione: scarpe décolleté in vernice bicolore o argentate con tacco a spillo doppio, che con un’aggiunta si trasformano in stivali stringati, come quelli che vi ripropongo qui…

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stivali jean paul gaultier

A pochi giorni dal debutto in passerella, Sarah Burton, da qualche mese guida creativa della maison che porta il nome di Alexander McQueen, rilascia la sua prima intervista esclusiva a WWD Fashion. Dopo aver passato 14 anni fianco a fianco con Lee, adesso ha lei il difficile compito di gestire l’eredità del designer londinese. Per questo motivo il mondo della moda è in trepidante attesa di vedere la prima collezione disegnata dalla mano della Burton, prevista per martedì 5 Ottobre. E noi siamo in trepidante attesa di vedere le scarpe che farà sfilare. 🙂

Durante l’intervista ha lasciato trapelare qualche spunto, sostenendo che, pur nel rispetto dello stile McQueen, la sua mano è stato meno pesante. Una collezione, dunque, più soft, visto che adesso il punto di vista è quello femminile: “Ci sarà sempre un lato oscuro, perché altrimenti non si apprezza la luce, ma io sono un pochino più luminosa”. Rimarranno però inalterati gli aspetti che hanno fatto il successo del marchio, a partire dall’impeccabile livello sartoriale degli abiti, fino all’esagerata spettacolarità di ogni singolo pezzo. Scomparirà invece lo show nel defilè, niente più spettacoli teatrali, quindi. La stilista sostiene che il trasformare una sfilata in uno show fosse una prerogativa di Lee e che in questo lui fosse assolutamente inimitabile. Dimentichiamoci dunque l’estro creativo che lasciava a bocca aperta tutti coloro che avevano il privilegio di essere presenti ad una sfilata McQueen. Su un altro punto però la Burton appare particolarmente decisa a lasciare la sua impronta: “Quello che vorrei smentire è il mito del ‘non-indossabile’ che da sempre aleggia intorno alla maison: Lee metteva in piedi degli show incredibili ma tutti basati su pezzi favolosi che si possono indossare tranquillamente. Io per esempio vesto sempre McQueen, ho la casa piena di abiti che poi rimaneggio e spargo per terra nelle stanze, sono fatta così. Ma d’altronde un abito McQueen lo devi vivere”.  Le anticipazioni dell’intervista non fanno che l’interesse per la nuova collezione aumenti ancora: sarà davvero in grado Sarah Burton di affermare la sua personalità, pur mantenendo l’anima di Lee nel marchio?

Le scarpe della prossima primavera

In attesa dei primi responsi parigini, ho fatto per voi una selezione delle scarpe che hanno sfilato sulle passerelle milanesi fino a ieri…

Dopo oltre cento sfilate e molte scarpe, si è conclusa la settimana della moda a Milano, che ha ricevuto giudizi entusiastici come non accadeva da anni. Oggi il testimone passa a Parigi, su cui i riflettori saranno puntati per otto giornate, fino al 6 Ottobre. Ad aprire la kermesse in giornata vedremo Guy Laroche, Limi Feu, Pierre Cardin e molti altri. Attendiamo di vedere nei prossimi giorni Christian Dior, Jean Paul Gaultier, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Hermès, Valentino, Miu Miu.

C’è grande curiosità di vedere cosa Karl Lagerfeld metterà in scena per Chanel e soprattutto per l’esordio di Sarah Burton. Questo nome non vi dice niente? Designata a Febbraio dal Gucci Group, è il direttore creativo che ha disegnato la prima collezione di Alexander McQueen, dopo la scomparsa del geniale designer britannico. Braccio destro di Lee dal 1996, Sarah Burton ha dichiarato al NY Magazine di essere “meno teatrale e più soft, pur mantenendo lo spirito e l’essenza di Lee”. Io credo che lo spirito e l’essenza McQueen coincidessero proprio con la teatralità e l’eccesso, ma staremo a vedere.

Nel frattempo, se non l’avete ancora fatto, iscrivetevi alla fan page di Louis Vuitton su Facebook e potrete assistere in diretta all’intera sfilata, prevista per l’ultima giornata. Come aveva fatto nell’ultimo appuntamento sulle passerelle, la maison francese regala a tutte le Vuitton-victim la possibilità di godersi lo spettacolo da casa. E quest’anno promette un’esperienza olistica, grazie ad un gioco di luci e riprese. Non rimane, quindi, che iscriversi all’evento, cliccando su Fashion Show, e aspettare, aspettare, aspettare!

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