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jean paul gaultier  beth ditto

Aveva allegato degli occhialini 3D all’invito per la sfilata. Sul cartoncino due corpi nudi, uno taglia XXS, l’altro taglia XXL. Il messaggio che Jean Paul Gaultier voleva mandare era chiaro: qualunque sia la tua taglia puoi indossare i miei vestiti, che si modellano sul tuo corpo. Fantastico messaggio: non sono più le donne che devono adeguarsi agli standard imposti dagli abiti che le case di moda fanno sfilare, ma sono gli stilisti che si piegano alla realtà delle donne dalle taglie “normali”.
In un periodo in cui le modelle sono sempre più magre, e sono fortunate se riescono a sopravvivere, serviva una presa di posizione forte. Forte quanto la scelta di far aprire e chiudere la sfilata a Beth Ditto, cantante ventinovenne americana che ha bisogno di più di una X davanti alla sua L. Scelta coraggiosa, non solo per le forme della frontwoman del gruppo Gossip, che si proclama felicemente lesbica e dichiara di aver mangiato scoiattoli da bambina. Peccato che sembri una decisione dettata più dal desiderio di fare spettacolo, che dalla voglia di affermare la bellezza delle donne dalle taglie comuni. Quanto sarebbe stato più forte far sfilare ragazze normali al posto di modelle anoressiche insieme a Beth Ditto, che fanno un ossimoro in passerella? Molto di più, ma probabilmente non avrebbe fatto spettacolo. Pelle nera, calze a rete, pizzi appariscenti e stampe tridimensionali da guardare con gli appositi occhialini, con punte punk che rimandano agli anni Settanta-Ottanta. Questo è stato lo spettacolo parigino firmato Jean Paul Gaultier.
Le calzature schizofreniche quanto l’intera collezione: scarpe décolleté in vernice bicolore o argentate con tacco a spillo doppio, che con un’aggiunta si trasformano in stivali stringati, come quelli che vi ripropongo qui…

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stivali jean paul gaultier

A pochi giorni dal debutto in passerella, Sarah Burton, da qualche mese guida creativa della maison che porta il nome di Alexander McQueen, rilascia la sua prima intervista esclusiva a WWD Fashion. Dopo aver passato 14 anni fianco a fianco con Lee, adesso ha lei il difficile compito di gestire l’eredità del designer londinese. Per questo motivo il mondo della moda è in trepidante attesa di vedere la prima collezione disegnata dalla mano della Burton, prevista per martedì 5 Ottobre. E noi siamo in trepidante attesa di vedere le scarpe che farà sfilare. 🙂

Durante l’intervista ha lasciato trapelare qualche spunto, sostenendo che, pur nel rispetto dello stile McQueen, la sua mano è stato meno pesante. Una collezione, dunque, più soft, visto che adesso il punto di vista è quello femminile: “Ci sarà sempre un lato oscuro, perché altrimenti non si apprezza la luce, ma io sono un pochino più luminosa”. Rimarranno però inalterati gli aspetti che hanno fatto il successo del marchio, a partire dall’impeccabile livello sartoriale degli abiti, fino all’esagerata spettacolarità di ogni singolo pezzo. Scomparirà invece lo show nel defilè, niente più spettacoli teatrali, quindi. La stilista sostiene che il trasformare una sfilata in uno show fosse una prerogativa di Lee e che in questo lui fosse assolutamente inimitabile. Dimentichiamoci dunque l’estro creativo che lasciava a bocca aperta tutti coloro che avevano il privilegio di essere presenti ad una sfilata McQueen. Su un altro punto però la Burton appare particolarmente decisa a lasciare la sua impronta: “Quello che vorrei smentire è il mito del ‘non-indossabile’ che da sempre aleggia intorno alla maison: Lee metteva in piedi degli show incredibili ma tutti basati su pezzi favolosi che si possono indossare tranquillamente. Io per esempio vesto sempre McQueen, ho la casa piena di abiti che poi rimaneggio e spargo per terra nelle stanze, sono fatta così. Ma d’altronde un abito McQueen lo devi vivere”.  Le anticipazioni dell’intervista non fanno che l’interesse per la nuova collezione aumenti ancora: sarà davvero in grado Sarah Burton di affermare la sua personalità, pur mantenendo l’anima di Lee nel marchio?

Gli uomini non sono attratti dalle scarpe con i tacchi: parola di scienziato. Noi crediamo alla parola di Manolo Blahnik.

Ci lascia perplessi il risultato di una ricerca della Northumbria University di Newcastle, nel Regno Unito, secondo cui gli uomini sarebbero indifferenti ai vertiginosi tacchi delle proprie donne. Gli scienziati inglesi sostengono che i nostri partner siano così distratti da non notare la differenza tra una donna in ballerine rasoterra e una donna su un tacco 12. Lo studio è stato effettuato su un gruppo di uomini posti davanti a delle donne dai 18 ai 35 anni, nelle due diverse circostanze, una volta con e una volta senza tacchi. Il risultato? Nessuno ha notato la differenza!

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Dopo oltre cento sfilate e molte scarpe, si è conclusa la settimana della moda a Milano, che ha ricevuto giudizi entusiastici come non accadeva da anni. Oggi il testimone passa a Parigi, su cui i riflettori saranno puntati per otto giornate, fino al 6 Ottobre. Ad aprire la kermesse in giornata vedremo Guy Laroche, Limi Feu, Pierre Cardin e molti altri. Attendiamo di vedere nei prossimi giorni Christian Dior, Jean Paul Gaultier, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Hermès, Valentino, Miu Miu.

C’è grande curiosità di vedere cosa Karl Lagerfeld metterà in scena per Chanel e soprattutto per l’esordio di Sarah Burton. Questo nome non vi dice niente? Designata a Febbraio dal Gucci Group, è il direttore creativo che ha disegnato la prima collezione di Alexander McQueen, dopo la scomparsa del geniale designer britannico. Braccio destro di Lee dal 1996, Sarah Burton ha dichiarato al NY Magazine di essere “meno teatrale e più soft, pur mantenendo lo spirito e l’essenza di Lee”. Io credo che lo spirito e l’essenza McQueen coincidessero proprio con la teatralità e l’eccesso, ma staremo a vedere.

Nel frattempo, se non l’avete ancora fatto, iscrivetevi alla fan page di Louis Vuitton su Facebook e potrete assistere in diretta all’intera sfilata, prevista per l’ultima giornata. Come aveva fatto nell’ultimo appuntamento sulle passerelle, la maison francese regala a tutte le Vuitton-victim la possibilità di godersi lo spettacolo da casa. E quest’anno promette un’esperienza olistica, grazie ad un gioco di luci e riprese. Non rimane, quindi, che iscriversi all’evento, cliccando su Fashion Show, e aspettare, aspettare, aspettare!

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