A pochi giorni dal debutto in passerella, Sarah Burton, da qualche mese guida creativa della maison che porta il nome di Alexander McQueen, rilascia la sua prima intervista esclusiva a WWD Fashion. Dopo aver passato 14 anni fianco a fianco con Lee, adesso ha lei il difficile compito di gestire l’eredità del designer londinese. Per questo motivo il mondo della moda è in trepidante attesa di vedere la prima collezione disegnata dalla mano della Burton, prevista per martedì 5 Ottobre. E noi siamo in trepidante attesa di vedere le scarpe che farà sfilare. 🙂

Durante l’intervista ha lasciato trapelare qualche spunto, sostenendo che, pur nel rispetto dello stile McQueen, la sua mano è stato meno pesante. Una collezione, dunque, più soft, visto che adesso il punto di vista è quello femminile: “Ci sarà sempre un lato oscuro, perché altrimenti non si apprezza la luce, ma io sono un pochino più luminosa”. Rimarranno però inalterati gli aspetti che hanno fatto il successo del marchio, a partire dall’impeccabile livello sartoriale degli abiti, fino all’esagerata spettacolarità di ogni singolo pezzo. Scomparirà invece lo show nel defilè, niente più spettacoli teatrali, quindi. La stilista sostiene che il trasformare una sfilata in uno show fosse una prerogativa di Lee e che in questo lui fosse assolutamente inimitabile. Dimentichiamoci dunque l’estro creativo che lasciava a bocca aperta tutti coloro che avevano il privilegio di essere presenti ad una sfilata McQueen. Su un altro punto però la Burton appare particolarmente decisa a lasciare la sua impronta: “Quello che vorrei smentire è il mito del ‘non-indossabile’ che da sempre aleggia intorno alla maison: Lee metteva in piedi degli show incredibili ma tutti basati su pezzi favolosi che si possono indossare tranquillamente. Io per esempio vesto sempre McQueen, ho la casa piena di abiti che poi rimaneggio e spargo per terra nelle stanze, sono fatta così. Ma d’altronde un abito McQueen lo devi vivere”.  Le anticipazioni dell’intervista non fanno che l’interesse per la nuova collezione aumenti ancora: sarà davvero in grado Sarah Burton di affermare la sua personalità, pur mantenendo l’anima di Lee nel marchio?

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